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Author archives: Roberta

Oneri deducibili datori lavoro badanti

Lunedì 11 gennaio scadevano i termini per saldare il cosiddetto 4° trimestre del 2020, l’ex Mav per le badanti e le colf, quello per l’attività lavorativa svolta tra ottobre e dicembre scorsi. La prossima scadenza è quella di sabato 10 aprile quando dovranno essere versati i contributi riferiti al 1° trimestre, gennaio-marzo 2021.

Una volta effettuato il pagamento, tramite il modulo Pago Pa (il vecchio Mav) la documentazione dovrebbe essere correttamente archiviata e presentata in sede di dichiarazione dei redditi. I versamenti contributivi (solo nella quota a carico del datore di lavoro) possono infatti essere portati in deduzione da tutti i datori di lavoro di badanti e colf (a prescindere dalla mansione per cui viene assunto il lavoratore) per un massimo di 1549,37 euro l’anno.

Importante ricordare che vale il principio di cassa, quindi sono deducibili le spese sostenute nell’anno solare, a prescindere dal trimestre di riferimento. Il versamento contributivo relativo al 4° trimestre appena concluso potrà essere inserito nella rendicontazione del 2021 (poiché la spese è stata sostenuta a gennaio 2021) e portato in deduzione solo in occasione della dichiarazione dei redditi 2022. Al contrario di quelli Inps, però, i contributi Cassacolf non possono essere portati in deduzione.

Probabile Nuovo Dpcm dal 16 gennaio

Il 16 gennaio entrerà in vigore il nuovo Dpcm. Non si sa ancora se sarà un Dpcm nuovo o o una proroga dell’attuale. Al momento sembra prevalere la linea dura del ministero della Salute, preoccupato per il tasso di positività al 13,3%. C’è chi ipotizzerebbe come unica soluzione un lockdown totale anche ammettendo l’impossibilità a procedere per la siuazione economica al collasso.
Sono state quindi immaginate decisioni dure, severe, restrittive, attraverso nuovi parametri che “tentano di aiutarci ad abbassare l’incidenza”, però cercando di convivere con la pandemia e soprattutto facendo in modo che alcuni settori della vita economica e sociale del Paese possano riprendere.
Preoccupano invece le aggregazioni presso le abitazioni private. E’ dimostrato che i giovani non leggono giornali nè guardano la tv d’inchiesta quindi sembrerebbe che l’appello Fedez-Ferragni abbia funzionato.
Nuovi criteri per la zona rossa e proroga stato di emergenza
Nulla è ancora certo e anzi sul tavolo le ipotesi sono diverse. Secondo le prime indiscrezioni , dovrebbero cambiare i criteri per la definizione della zona rossa, che diventerebbero più stringenti – il lockdown scatterebbe con una minor incidenza di casi Covid, pari a 250 ogni 100mila abitanti – e quasi certa è la proroga dello stato d’emergenza, in scadenza il 31 gennaio, fino al 30 aprile 2021, procedendo poi con eventuali proroghe di 3 mesi in 3 mesi.
Coprifuoco e spostamenti
Dovrebbe proseguire la divisione delle Regioni a colori. Confermato anche il coprifuoco dalle 22 alle 5 (inizialmente alcuni rumors avevano parlato di un possibile anticipo alle 20).
La zona gialla sarebbe rafforzata, come a Natale e come oggi, e cioè sarebbero comunque sempre vietati gli spostamenti tra Regioni, salvo comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità.
In zona arancione dovrebbe essere mantenuta la deroga che permette a chi abita in un piccolo comune sotto i 5mila abitanti di muoversi fino a 30 km di distanza, anche in un altro Comune o Regione, senza però poter raggiungere nessun capoluogo di provincia.
Bar e ristoranti
Dopo le scene viste nelle grandi città, si sta ragionando su un inasprimento delle regole per i bar e i locali – ma non i ristoranti – fuori dai quali, anche in zona arancione, tendono molto facilmente a crearsi assembramenti.
Bar, pub e locali non solo continuerebbero a chiudere alle 18 in zona gialla, e restare chiusi in zona arancione e rossa, ma anche i servizi di asporto subirebbero una frenata in tutte le fasce: anche questi potrebbero essere stoppati alle 18, anziché alle 22 come avvenuto sino ad ora.
Consentita invece la consegna a casa senza limiti di orario.
Rimarrebbe invece invariato l’asporto per i ristoranti, dove non si rischia che si creino assembramenti.
Weekend
Nei weekend dovrebbero continuare a restare chiusi i centri commerciali.
Palestre e piscine
L’orientamento sembra quello di mantenere chiuse palestre e piscine almeno per tutto gennaio.
Impianti da sci
Una data per la riapertura degli impianti da sci c’era già: il 18 gennaio. Ma tutto dipenderà dall’evolversi della situazione epidemiologica.
Fascia bianca
Altra novità del nuovo Dpcm è l’aggiunta di una quarta zona colorata: a gialla, arancione e rossa si aggiungerà la zona bianca. La zona bianca si avrebbe con indice Rt inferiore 1 e livello molto basso di rischio, situazione di nessuna Regione.
Nella zona bianca scatterebbe il ritorno a una sorta di normalità, con spostamenti liberi ovunque e la riapertura di tutte quelle attività rimaste chiuse sino ad oggi, come cinema, teatri, musei, sale da concerto, palestre e piscine.
Ristori
Secondo quanto spiegato da fonti di Governo, il nuovo Dpcm “si accompagnerà a nuovi ristori” per tutte quelle attività che sono state costrette alla chiusura causa restrizioni e che hanno perso importanti quote di fatturato.

Nuove regole. zone gialle, zone arancioni-autocertificazione

Nuova settimana, nuovo quadro di regole anti-Covid, nuova definizione dei colori.

Dal 11 gennaio tutta Italia in ‘zona gialla’ tranne Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto che restano arancioni. Dal 16 gennaio poi entrerà in vigore il nuovo Dpcm . Previsti un’ulteriore stretta alla movida, il divieto di spostamento anche tra regioni gialle e la possibilità di istituire zone bianche senza limitazioni. Governatori contro l’ipotesi dell’Iss di entrare in zona rossa con 250 contagiati ogni 100mila abitanti. Sono oltre 643mila i vaccinati. 

Le regole: in tutta Italia 

Coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. E’ vietato spostarsi tra Regioni o Province Autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Resta sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, no agli spostamenti verso le seconde case in altra regione.

Zona gialla: le regole

Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi aperti farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie.

Scuole superiori: dall’11 gennaio 2021, prevista per il 50% degli studenti delle scuole superiori l’attività didattica. Scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie: didattica in presenza. Nelle università le attività formative si svolgono a distanza; possono svolgersi in presenza le sole attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno, permesse quelle dei laboratori.

Nei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) prevista l’interruzione della somministrazione in sede dalle 18, mentre resta consentito l’asporto dalle 5 fino alle ore 22.

Chiuse piscine, palestre e centri benessere. Gli impianti sciistici sono chiusi per gli sciatori amatoriali.

Chiusi musei e mostre, teatri, cinema e sale da concerto. Chiuse le sale giochi, sale scommesse, sale bingo (anche nei bar e nelle tabaccherie). Chiuse sale da ballo e discoteche. 

Zona arancione: le regole

Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo per comprovati motivi di salute, lavoro, studio e situazioni di necessità.

Sospese le attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) 7 giorni su 7, mentre resta consentito l’asporto fino alle ore 22.

Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi aperti farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie.

Scuole superiori: dall’11 gennaio 2021, prevista per il 50% degli studenti delle scuole superiori l’attività didattica. Scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie: didattica in presenza. Nelle università le attività formative si svolgono a distanza; possono svolgersi in presenza le sole attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno, permesse quelle dei laboratori.

Chiuse piscine, palestre e centri benessere. Gli impianti sciistici sono chiusi per gli sciatori amatoriali.

Chiusi musei e mostre, teatri, cinema e sale da concerto. Chiuse le sale giochi, sale scommesse, sale bingo (anche nei bar e nelle tabaccherie). Chiuse sale da ballo e discoteche. 

Autocertificazione: spostamenti,  Pdf

 

La possibilità di spostamento tra Comuni limitrofi per Natale

Natale, Santo Stefano, Capodanno: sono i tre giorni di festa nei quali non si potrà uscire dal proprio Comune salvo che per motivi di lavoro, necessità o salute. Un divieto alla mobilità che potrebbe essere allentato con la possibilità di spostamento tra Comuni limitrofi. Un punto sul quale il premier Giuseppe Conte sarebbe intenzionato a intervenire ma che vede la contrarietà del ministro della Salute Roberto Speranza. Intanto mercoledì il Senato discuterà una mozione presentata dalle forze di opposizione che mira a cancellare la restrizione. L’intervento potrebbe portare a una modifica del decreto in vigore dal 4 dicembre.


Il divieto di spostamento

Nel periodo delle feste, dal 21 dicembre al 6 gennaio, saranno consentiti spostamenti (esclusivamente tra luoghi in area gialla) solo se si ha la residenza o il domicilio o la propria abitazione nella regione/provincia autonoma di destinazione. Nei giorni 25 e 26 dicembre e 1° gennaio, però, sarà possibile spostarsi solo all’interno del proprio comune.

Le deroghe

Nella giornata di giovedì 10 è trapelata la disponibilità di Palazzo Chigi di intervenire sul divieto per ammorbidirlo con la possibilità di spostamento tra Comuni. Rimane la possibilità dello spostamento che resta consentito nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio per dare assistenza a persone non autosufficienti anche tra comuni/regioni in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti nello stesso comune/regione.

Possibili scenari

Divieto di spostarsi dal proprio Comune nei giorni di Natale e Capodanno, e confini delle Regioni ‘chiusi’ a partire dal 21 dicembre, sebbene con qualche possibile deroga per casi specifici. Comuni ‘chiusi’ per Natale e Capodanno, resta coprifuoco alle 22. Lo stop agli spostamenti tra Comuni, potrebbe valere nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio, mentre il coprifuoco sarà alle 22, i negozi potrebbero chiudere alle 21. In compenso il governo potrebbe consentire l’apertura dei ristoranti a pranzo a Natale. Gli spostamenti tra regioni dovrebbe scattare dal 21 dicembre.

COSA SI PUO’ FARE DAL 3 DICEMBRE?

ASSOLUTAMENTE VIETATO
ZONA SPOSTAMENTI VIATATI nella settimana di Natale tra tutte le regioni

Cinema e Teatri CHIUSI per tutte le feste

PISTE DA SCI Chiuse

PISTE DA SCI Chiuse

SU INDICAZIONE DEL PROSSIMO DPCM
SECONDE CASE Spostamenti consentiti solo se all’interno della stessa regione e in zona gialla

RISTORANTI APERTI a pranzo nelle zone gialle. CHIUSI il 25 e 26 dicembre

Chi torna dall’estero deve stare in quarantena

CONSENTITO CON ALCUNE RACCOMANDAZIONI
SHOPPING Negozi aperti fino alle 21. Centri commerciali aperti nel fine settimana

PRANZO E CENA DI NATALE Solo con parenti stretti (6-8 persone)

MESSE Celebrate il 24 e il 25 dicembre durante tutta la giornata (ultima alle 21)

HOTEL si possono frequentare solo quelli nella regione di residenza

Tipi di MASCHERINA

La MASCHERINA è diventato un oggetto obbligatorio, vediamo insieme i diversi tipi.

Le MASCHERINE CHIRURGICHE: sono le più diffuse e le più economiche. Sono usate dai medici per proteggere i pazienti quando sono sul tavolo chirurgico e vanno bene per i malati, perché limitano la diffusione nell’ambiente di particelle potenzialmente infettanti bloccando almeno il 95% dei virus in uscita. Non proteggono chi le porta dall’inalazione di particelle aeree di piccole dimensioni.

MASCHERINE FFP2 e FFP3: devono avere marchio CE e l’indicazione UNI EN 14683, che è la norma per la prestazione tecnica che ne garantisce requisiti e caratteristiche. Le FFP2 efficacia filtrante del 92% e FFP3 efficacia filtrante del 98%.

Un’alternativa alla MASCHERINA chirurgica sono le FFP1, che hanno un’efficacia filtrante del 72% in entrata e uscita. Esistono infine anche maschere in elastomeri o tecnopolimeri dotate di filtro sostituibile P2 o P3 regolamentate dalla UNI EN 140e UNI EN 143 (filtri antipolvere). L’efficienza filtrante di questi dispositivi è simile a quelli delle FFP2 e FFP3, con il vantaggio di una migliore tenuta sul viso ma con un peso superiore. Poi abbiamo le MASCHERINE con VALVOLE: le FFP, rendono a chi le indossa più agevole la respirazione, ma fanno filtrare all’esterno il respiro. Non vanno bene per i malati e in genere non proteggono gli altri: in uscita hanno un potere filtrante di solo il 20%.

E le MASCHERINE di STOFFA?

Il loro potere filtrante è condizionato dal tipo di stoffa e dal numero di strati, meno efficaci di una mascherina chirurgica sia in entrata, ma soprattutto in uscita (quindi non vanno bene per i malati).

Sciarpe e bandane nei test hanno funzionato male.

Ricetta dell’OMS dell’amuchina

Per preparare il gel disinfettante:

  • 833 ml di alcol per liquori
  • 42 ml acqua ossigenata al 3%
  • 15 ml di glicerina
  • 110 ml acqua

 In un recipiente pulito (una caraffa graduata da cucina che contenga 1 litro) versarci 833 ml di alcol . Con una siringa prendete 42 ml di acqua ossigenata e aggiungetela all’alcol mescolando. Aggiungete poi 15 ml di glicerina e 110 ml di acqua (prima bollitela e fatela poi raffreddare).

Se volete aggiungeteci anche delle gocce del vostro olio essenziale preferito per rendere il gel profumato.

Dog sitter

Decidere di adottare un cane deve essere una scelta consapevole. Possedere un animale richiede responsabilità e impegno.

Sono oltre 7 milioni i cani che vivono nelle case degli italiani; sono ormai considerati membri della famiglia a tutti gli effetti e ad essi è riconosciuto lo status di “esseri senzienti” (ovvero capaci di provare emozioni) come affermato dalla stessa Cassazione nel decreto del 13 marzo 2013. L’iscrizione all’Anagrafe canina conferisce loro anche un riconoscimento sociale.

Dal 2012 si è affermato il principio che gli animali d’affezione possono vivere nei condomini: non è più possibile impedire di avere un cane nell’appartamento o vietarne l’accesso alle parti comuni.

Alcuni consigli per il benessere del vostro amico a quattro zampe

  • Se decidete di adottare un cane informatevi sulle caratteristiche, sia fisiche che comportamentali. Fatevi consigliare da esperti del settore come medici veterinari clinici, veterinari comportamentalisti, educatori cinofili.
  • Se adottate un cucciolo sappiate che per i primi 7-8 mesi le loro esigenze fisiologiche sono più frequenti e quindi potrà sporcare in casa. Cercate di portarlo fuori più volte nell’arco della giornata (dopo il sonno, dopo il gioco, dopo l’alimentazione).
  • Anche un esemplare adulto inizialmente può sporcare in casa. Non punitelo, dategli il tempo di ambientarsi e di sentirsi sicuro.
  • Un cane adulto è bene che faccia almeno 3-4 passeggiate al giorno di almeno mezz’ora o un’ora.
  • Non lasciate il cane da solo in casa per più di 6-8 ore. SE L’ASSENZA E’ COSI’ LUNGA CHIEDETE A QUALCUNO DI VOSTRA FIDUCIA DI FARLO USCIRE ALMENO UNA VOLTA.
  • In vostra assenza lasciate a disposizione giochi di vario genere in modo che possa svagarsi anche da solo e dell’acqua fresca.

Vademecum per le badanti

Coronavirus, ecco un vademecum per le badanti che si prendono cura degli anziani

L’ Istituto superiore di sanità l’Inail e Università Cattolica, proprio nel periodo del lockdown, ha messo a punto una Guida pratica per chi si prende cura degli anziani, un decalogo con dieci consigli pratici per badanti sui comportamenti da adottare.

1. Se compaiono sintomi misurare la febbre e chiamare il medico

Al badante o a chi assiste l’anziano viene consigliato di controllare spesso la febbre e in caso di sintomi chiamare subito il medico. I sintomi dell’infezione da coronavirus sono febbre, dolori muscolari, congestione nasale, mal di gola, tosse, difficoltà di respirare, infiammazione agli occhi, diarrea, mal di testa, perdita di olfatto e gusto.

2. Rispettare il distanziamento

Fondamentale far rispettare a chi si avvicina a un anziano la distanza di almeno un metro, il virus può infettare le persone se arriva a contatto con bocca, naso e occhi.

3. Uscire il meno possibile

Si invita a uscire il meno possibile. Se non ci sono parenti in grado di portare a casa ciò di cui si ha bisogno, si può ricorrere all’ordinazione di cibo e medicinali via telefono, molte farmacie provvedono anche alla consegna dei medicinali.

4. Le precauzioni per uscire di casa

Se si deve uscire di casa è necessario mantenere il distanziamento di almeno un metro dalle persone, usare la mascherina, non toccarsi il viso, lavare e disinfettare bene le mani al rientro.

5. Come accudire un anziano

Per accudire una persona anziana c’è bisogno di avvicinarla, di toccarla e di toccare le sue cose. A chi assiste un anziano viene quindi consigliato di lavarsi sempre le mani prima e dopo e di usare la mascherina.

6. Lavarsi spesso le mani

Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica.

7. Pulire la casa

Per la pulizia della casa, usare prodotti a base alcolica e candeggina per le superfici toccate più spesso. Indispensabile, poi, aprire le finestre per cambiare l’aria nelle stanze.

8. Che fare se compaiono sintomi

Se la badante o l’anziano assistito hanno sintomi chiamare il medico. Se non si riesce a parlare col medico il suggerimento è quello di chiamare il numero di emergenza.

9. Rassicurare l’anziano: presto si riprenderanno le vecchie abitudini

10. Fondamentale mantenere la serenità ed esporsi al sole

Gli anziani devono mantenersi sereni, attivi e in buona salute e devono restare in contatto con familiari e amici. Fare un po’ di ginnastica, dormire a sufficienza, mangiare cibi sani ed esporsi al sole.